UMANIZZARE LA STORIA. SULLA VITA DI FRANCA JARACH, DESAPARECIDA
a cura di Progetti Specifici
Live Archive_Su una remota isola del circolo artico, a più di mille chilometri dal Polo Nord
a cura di Progetti Specifici con Gabriella Dal Lago
Live Archive_Daydreaming
performance con Paolo Dellapiana e Alessandro Sciaraffa, in collaborazione con la Cineteca del Museo Nazionale del Cinema di Torino
Live Archive
Ci interessa ciò che non ha ancora una forma definitiva.
Seguiamo domande, materiali, fonti, esperienze e intuizioni mentre entrano in relazione e modificano progressivamente il progetto. Passaggi intermedi, deviazioni e possibilità che emergono durante il percorso diventano parte dell’indagine e contribuiscono a orientarla.
Osservare, raccogliere, mettere in relazione, sperimentare e restituire sono modi attraverso cui costruiamo nuove letture e forme di conoscenza.
Le memorie sono materiali vivi, capaci di generare connessioni tra storie, immagini, persone e contesti.
Lavoriamo con archivi, documenti, immagini, testimonianze e biografie come fonti da attraversare, interrogare e ricontestualizzare. Ci interessa ciò che emerge dai loro accostamenti e dalle interpretazioni prodotte attraverso linguaggi e dispositivi contemporanei.
Le storie individuali possono così aprirsi a dimensioni collettive, mentre tracce e frammenti del passato diventano materia per costruire nuove letture del presente e possibilità narrative ancora inesplorate.
Pensare attraverso il fare significa usare la pratica come strumento di ricerca e conoscenza.
Lavoriamo attraverso materiali, immagini, suoni, parole, gesti e spazi, sperimentando linguaggi e formati diversi in relazione alle domande di ogni progetto. Il fare permette di osservare ciò che accade, verificare intuizioni, modificare direzioni e far emergere elementi inattesi.
Mostre, pubblicazioni, performance, workshop, screening e altri dispositivi diventano parte della ricerca: occasioni per sperimentare, creare connessioni e condividere ciò che emerge.
Ascoltare significa lasciare spazio a presenze, esperienze e punti di vista differenti.
Racconti, testimonianze, conversazioni e letture portano nei progetti modi diversi per costruire e condividere significati. Toni, volumi, ritmi, pause e silenzi diventano materia del progetto, capaci di modificare lo spazio e la relazione con chi ascolta.
Attraverso letture performative, podcast, conversazioni e altri formati sonori, sperimentiamo la dimensione della voce come parte del dispositivo curatoriale e come spazio di incontro tra storie e prospettive differenti.
Ci interessa lasciare spazio a ciò che sfugge alle categorie e mette in dialogo forme, linguaggi e immaginari differenti.
Arte e cultura prendono forma in configurazioni temporanee, attraversando luoghi, pratiche e modalità di incontro diverse. Accostamenti inattesi e formati ibridi permettono di sperimentare altre relazioni tra opere, persone e contesti.
Il termine varietà richiama anche lo spettacolo d’arte varia, costruito attraverso la successione e l’accostamento di forme diverse. Ne riprendiamo la libertà e l’eterogeneità come possibilità curatoriale: mescolare, cambiare registro, creare connessioni e lasciare spazio all’imprevisto.

